17 gennaio, 2018

ASTROLOGIA, CHIROLOGIA E GRAFOLOGIA

Ci può essere concordanza tra il responso grafologico, chirologico e astrologico? Le antiche pratiche della lettura della
mano e dell’astrologia si integrano vicendevolmente e si confermano entrambe nei loro responsi? La grafologia, che,
pure, ha origini antichissime, nella sua moderna espressione porta alle stesse conclusioni dell’osservazione del tema
natale e della lettura della mano? Quante domande, che faranno sorridere i vari Piero Angela. Herbert Spencer (1820-
1903) affermò: “Esiste un principio che costituisce il rifiuto di ogni informazione, che è prova contraria a qualsiasi
argomento e che ha solo l’effetto di mantenere ogni individuo in una costante ignoranza. Questo principio è il
condannare prima di accertare”.
Alla base di ogni conoscenza, di ogni sapere vi è la capacità di intuire, ne consegue quella percezione immediata, che
chiarisce i nessi e i termini, della questione oggetto del comprendere. Scrisse C. G. Jung (1875-1961) che: “L’intuizione
è una sorta di comprensione istintiva di contenuti di qualsiasi genere (…). La conoscenza intuitiva possiede quindi un
suo proprio carattere di sicurezza e di certezza che indusse Spinoza a considerare la scientia intuitiva come la più alta
forma di conoscenza”. L’intuire è osservare (saper osservare) e conoscere intimamente e immediatamente l’oggetto o la
persona della nostra osservazione.
Tutto ciò non deve stupire il lettore perché, come asseriva il filosofo francese Victor Cousin (1792-1867) iniziatore
della scuola spiritualistica eclettica: “L’anima dell’umanità è un’anima poetica che scopre in se stessa i segreti degli
esseri, e li esprime con canti profetici che echeggiano d’età in età”. L’anima umana costituisce una piccola scheggia
dell’anima mundi, della divinità, e perciò possiede la proprietà di predire attraverso l’osservare, non disgiunto dallo
studio. Gli stoici videro una causalità, che lega ogni cosa riconducendola a Dio, per cui, ogni accadimento è stabilito da
un altro che gli succede e che lo svela, prima che lo stesso si manifesti.
Come il principio informatore della Scuola di Chartres, nata in Germania nel XII secolo, che asseriva: “in tutte le cose
create si rispecchiano, sotto forme ed apparenze varie, o sono contenute in potenza tutte le cose ancora non create che
però l’Onnipotenza di Dio ognora può creare” cioé, per dirla junghianamente, le immagini archetipiche dello Spirito. E’
un Uomo-Cosmo quello concepito da Santa Ildegarda da Bingen (1100-1179), sostanza dell’armonia universale, che la
colta Ildegarda identifica in una visione del mondo platonica e agostiniana.
Tommaso d’Aquino (1225-1274), scrisse nella ‘Summa theologiae’ (Parte II, quest. 47 art.I): “futura vero in suis causis
possunt cognosci naturali cognitione etiam ab homine” (le cose future nelle loro cause possono essere conosciute con
mezzi conoscitivi naturali dell’uomo stesso). Più avanti distinse la vera astrologia da quella falsa ( Summa theol., Parte
II, quest. 96, art. 5): “contingentium et causalium per certitudinem divinatio, superstitiore et illicita est; divinatio vero
naturalium futurorum, quoe ex coelestium dispositione necessarie eventium, non illicita, sed honesta, est” (cercare di
prevedere con certezza avvenimenti futuri fortuiti o liberamente voluti, è una divinazione superstiziosa e illecita; la
divinazione dei futuri eventi naturali, che si verificano necessariamente a seconda della posizione degli astri, non è
illecita, ed è onesta).
Lo studio astrologico consente di capire molte cose del soggetto e, similmente, scrive San Tommaso nella ‘Summa
contra gentiles’ (libro III, cap. LXXXIV): “Sicut medici possunt indicare de bonitate intellectus ex corporis
complexione, sicut ex disposizione proxima: ita astrologos ex motibus coelestibus, sicut ex causa remota talis
dispositionis” (come i medici sono in grado di indicare la qualità dell’intelletto a seconda della costituzione fisica e delle
condizioni circostanziali, così pure gli astrologi possono parlare di una simile disposizione richiamandosi a cause più
lontane dovute al moto dei corpi celesti).
Uno studioso eclettico e geniale quale fu appunto lo psichiatra e psicanalista Jung, che, tra l’altro, studiò a fondo
l’astrologia, condusse, coi suoi collaboratori, una interessante e originale ricerca tra coppie sposate e non. Jung spiegò:
“Ho preso in esame, in primo luogo, le congiunzioni e le opposizioni di Sole e Luna, poiché questi due aspetti hanno in
astrologia una forza all’incirca uguale (anche se in senso opposto)… In totale, le congiunzioni e opposizioni Sole, Luna,
Marte, Venere, Ascendente e Discendente danno complessivamente 50 diversi aspetti.
“Sono stati verificati dapprima su 180 coppie sposate (360 oroscopi) e confrontati con i corrispondenti rapporti in
32.220 coppie non sposate. (…). Abbiamo analizzato in totale 483 matrimoni, ossia 966 oroscopi…” (Jung C.G., La
sincronicità, Boringhieri, Torino 1980). Cosa dimostrò l’insolito studio del padre della Psicologia analitica? Ci risponde
Antonio Vitolo: “la ricerca di Jung e dei suoi collaboratori, Liliane Frey-Rohn e Markus Fierz, …sfocia in una conferma
di quanto l’astrologia stessa suggeriva da secoli…” (Ibidem).
Lo studio della mano è un’arte molto antica. Secondo Plinio la chiromanzia risale a Zoroastro. Essa era conosciuta e
praticata diversi secoli prima di Cristo in Egitto, Caldea, Cina, ecc. Si suole oggi dividere la chiromanzia, che è l’arte di
predire il futuro dall’osservazione delle linee della mano, dalla chirologia che delinea le caratteristiche psicologiche
dell’individuo espresse dalla morfologia palmare.
Ogni individuo ha disegnate sulle proprie mani un certo numero di linee. Nessuno ha una mano, nella complessità e
sistemazione dei suoi disegni, uguale a quella di un’altra persona. Quest’arte fu iniziata dal filosofo greco Anassagora
(499-428 a. C.). I medici sono propensi a credere che i dermatoglifi dei palmi delle mani sono del tutto casuali. Lo
scienziato Lyall Watson, a tal proposito, scrisse: “Dev’esserci comunque qualche altro principio che governa la loro
forma esatta e l’apparenza continuamente mutevole delle rughe più piccole” (Watson L., Supernatura, BUR, Milano
1981).
Più oltre Watson narra: “C’è un drammatico resoconto di un imbianchino che cadde da una grande altezza e soffrì di una
forte commozione cerebrale, rimanendo incosciente per due settimane… in queste condizioni tutte le pieghe della sua
mano scomparvero come se fossero state cancellate con una spugna; e in seguito, quando riprese conoscenza, le linee
riapparvero gradualmente. (…) La struttura esatta delle impronte palmari, come quella del battito cardiaco o del campo
vitale, sembra dipendere dal mantenimento di segnali provenienti dal cervello, in quanto le linee della mano
incominciano a spezzarsi quando gli impulsi cessano, al momento della morte” (Ibid.).
Diverse ricerche, condotte da medici esperti e senza sciocchi paraocchi, hanno provato la relazione tra certi particolari
segni della mano e determinate patologie. Un recente studio in Inghilterra, che consisteva nell’esaminare la mano di
persone morte violentemente, ha confermato certe supposizioni chiromantiche, tra cui, la linea della vita
improvvisamente spezzata.
Nel 1967, in Giappone, alcuni medici studiarono un gran numero di malati e raccolsero duecentomila impronte palmari.
La loro conclusione fu che vi erano evidenti correlazioni tra le linee palmari e le malattie di cui soffrivano queste
persone. Lyall Watson sostiene che questi dottori giapponesi: “sono in grado di dire, con una occhiata al palmo, se un
paziente è affetto, o è stato affetto recentemente, da malattie organiche come la deficienza tiroidea, la deformazione
spinale, e le disfunzioni del fegato e dei reni. Essi affermano inoltre che è possibile predire con un alto grado di
accuratezza se un particolare paziente ha probabilità di contrarre malattie infettive come la tubercolosi e forse anche il
cancro” (Ibid.).
Uno scritto, similmente al palmo della mano e al tema natale individuale, costituisce anch’esso un unico e completo
universo personale interagente col tutto. Non esistono al mondo due persone la cui scrittura è uguale come non esistono
individui identici. Ogni produzione scrittorea ha un’impronta di unicità, che è chiamata “aura” ed è osservabile anche da
chi non ha mai studiato la psicologia della scrittura e spesso basta a far avvertire delle sensazioni (simpatia, antipatia,
ecc., inconsce) verso l’autore dello scritto. Max Pulver, del resto, ammetteva che il significato psicologico delle lettere
tracciate è frequentemente percepito da individui molto sensibili.
L’analisi grafologica, con lo studio della mano e del tema oroscopico individuale, offre una pluralità di informazioni che
consentono di percepire l’essenza unica dell’individuo. E’ davvero utile raffrontare nella scrittura, gli slanci delle aste
con le posizioni planetarie raggruppate, in certi quadranti della ruota zodiacale, e, in questo studio composito, cercare la
disposizione dei segni sparsi, mai a caso, sulle mani. Posso assicurare che i risultati sono notevoli. Del resto non sto
dicendo alcunché di particolare a chi sa vedere l’uomo per intero. Egli si riflette dappertutto e con lui la sua anima.
Giuseppe Cosco

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