17 gennaio, 2018

ASTROLOGIA E YOGA Il linguaggio del simbolo e il linguaggio del corpo: due strumenti per una
migliore conoscenza del sé
di Danila Biglino
Ogni essere, a un certo grado della propria evoluzione personale, sente la necessità di interrogarsi,
comprendere il ruolo, il compito, il fine della propria esistenza. Ciascuno intraprende la propria
ricerca a seconda del proprio modo di essere, dell’educazione e del contesto in cui vive, tuttavia è
molto importante che ciascuno possa trovare gli strumenti adatti per progredire nel proprio
cammino esistenziale.
Quella che propongo è l’elaborazione della mia esperienza personale che si è formata attraverso due
percorsi diversi ma complementari, l’astrologia e lo Yoga: quando la motivazione è chiara e forte c’è
l’energia e la volontà necessaria per proseguire.
“Come in alto così in basso” diceva Ermete Trismegisto ad indicare la stretta relazione, la
corrispondenza tra macrocosmo e microcosmo, universo e uomo. E’ proprio attraverso il tema
natale, infatti, che noi possiamo sperimentare questa similitudine ed entriamo in rapporto con il
Tutto. Troppo spesso tuttavia l’essere umano è ripiegato su se stesso in modo egoistico, esaurisce il
suo interesse nel particolare, perdendo di vista l’armonia del Tutto. Questo accade, è accaduto,
accadrà anche nella pratica dell’astrologia, quando si interroga il proprio tema natale, ma se si si
varcano i limiti del contingente questa disciplina consente di compiere un importante percorso
evolutivo, portando una sempre più profonda comprensione di sè, dei propri meccanismi, delle
proprie finalità.
L’astrologia è un linguaggio simbolico potente, non dà adito ad equivoci o mediazioni, va diretto
alla radice di concetti ed idee. I pianeti sono simboli, si rifanno al mondo delle idee platonico, agli
archetipi junghiani, ci aiutano ad analizzare e comprendere perchè funzioniamo in un determinato
modo, e così scopriamo la nostra individualità e accettiamo la diversità degli altri.
E’ sempre entusiasmante vedere come l’energia di un pianeta, combinandosi con le qualità di un
segno, dia luogo a un comportamento, e comprendiamo perchè amiamo, ci emozioniamo, reagiamo
in determinati modi.
Gli aspetti, le relazioni che queste energie formano tra loro, rappresentano quel disegno più o meno
complicato che il cielo raffigurava al momento della nascita. Noi rappresentiamo la qualità di quel
momento – con le sue armonie, il nostro fluire, le sue tensioni, le sue difficoltà – e portiamo queste
caratteristiche in ogni cellula del nostro corpo. Saper entrare in queste dinamiche interiori,
comprenderle, accettarle significa superarle. Questo è anche il percorso dello Yoga: quello che il
simbolo ci trasmette a livello intellettuale lo Yoga ce lo fa sperimentare attraverso il corpo. La
funzione dell’astrologia è la stessa di quella dello Yoga, conoscerci ed educarci per cambiare
qualcosa.
Le tensioni e le dissonanze presenti nel tema di nascita vengono concretamente sperimentate negli
ostacoli, i kleija che il corpo manifesta. Certo non è facile abbattere gli ostacoli, è un percorso in
salita, che chiede impegno, costanza e responsabilità e del resto raggiungere la vetta con i propri
mezzi non è facile. Il primo passo è riconoscere il bisogno e iniziare quel percorso, qualunque esso
sia, che consente di progredire verso una situazione di equilibrio e consapevolezza.
Ci sono periodi nella vita in cui sembra che tutte le forze dell’universo spingano perchè affrontiamo
i nostri problemi: sono i transiti, il momento della crisi che può diventare il momento del risveglio e
della trasformazione, che anzichè temuto dovrebbe essere auspicato. Quando l’universo suona la
nostra nota tutta l’orchestra comincia a suonare, è la chiamata, sono i transiti l’occasione per
cambiare, per trasformare, per ripulire. Anche questo è un percorso Yoga: ogni crisi prepara il
terreno a ciò che deve nascere.
Più il transito è forte, più stimola i punti critici del nostro tema causando sofferenza. Quando la
motivazione è forte, se resistiamo e contrastiamo l’energia universale ignorando le nostre esigenze
interiori, anzichè un progresso avremo un regresso, una malattia, un fatto spiacevole, una situazione
di dolore.
La sofferenza è la molla che dà il coraggio di volere il cambiamento. Il percorso non deve essere il
dolore, la direzione è la fine del dolore, la fine del dolore è l’inizio della saggezza, Krisnamurti.
Talvolta l’astrologia viene usata come terapia, ma personalmente credo che questa disciplina sia uno
splendido strumento di diagnosi, non una cura. Credo sia meglio che l’astrologo fornisca chiarezza
ed informi su quale è lo strumento migliore per superare il disagio, piuttosto che assumere ruoli che
non gli spettano. Credo inoltre che man mano che progrediamo nella comprensione attuiamo un
processo di crescita che consente di trovare dentro di noi quegli strumenti.
Lo Yoga può essere lo strumento adatto per attenuare i disagi interiori attraverso l’ascolto, le asanas,
il respiro, se praticato in modo corretto.
Ogni persona che si prende cura della nostra crescita e ci accompagna per un tratto del nostro
percorso deve saper fornire i mezzi e poi consentirci di procedere in modo libero e personale
quando comprende che siamo pronti a proseguire da soli.
“La funzione dell’astrologia, come dello Yoga, è quella di disegotizzare la coscienza e permettere
all’universo di entrarvi e riflettersi” (Dane Rudhyar).
Se l’astrologia agisce e si attiva attraverso un linguaggio simbolico, mentale, intuitivo, lo Yoga
arriva alla radice delle cose attraverso il corpo, è uno strumento semplice, immediato che, una volta
appreso, non ha bisogno di contesti o situazioni particolari. Il corpo e la consapevolezza del respiro
sono mezzi che abbiamo con noi in ogni momento della nostra vita, in ogni luogo e situazione.
Utilizzandoli nel giusto modo tutti possiamo verificare concretamente gli effetti, la trasformazione.
Un’azione vera e concreta è quella che consente all’essere di esprimersi nella sua interezza.
La parola Yoga significa “unione” e in India anche l’astrologia si chiama Yoga a riproporre
attraverso due modalità l’unione con l’alto, il Tutto, così come il prana è l’unione con l’energia
cosmica, il divino. Un altro significato dello Yoga è “agire in piena coscienza e con totale
attenzione”. Dane Rudhyar dice: “L’uomo conscio fa Yoga con il messaggio celeste e la sua vita
diviene un atto di verità”.
Abbiamo già accennato che la disciplina Yoga parte dal corpo, “il corpo è saggio, non mente mai”
dicono i maestri. Se impariamo ad ascoltarlo, a comprenderlo, a rispettarlo, possiamo contare su un
linguaggio di autoconoscenza straordinario nella sua semplicità e nella sua immediatezza.
Shavasana, lo studio di sè, esplorare il corpo, è come esplorare la carta natale, è iniziare un percorso
per meglio conoscere chi siamo e come siamo.
Il percorso Yoga si attua attraverso l’autodisciplina e la presa di coscienza, ci insegna a
comprendere i nostri limiti e a superarli, ma sempre nel pieno rispetto del nostro corpo. Superare un
limite significa raggiungere un punto mai raggiunto prima, progredire in una determinata direzione.
Non significa arrivare a tutti i costi , ma impegnarci affinchè con i nostri ritmi ed i nostri tempi
riusciamo a superare o anche accettare quei blocchi che partendo dal corpo si ricollegano a funzioni
più sottili e che possono rappresentare un limite alla nostra crescita.
Saturno ci insegna che nulla viene regalato, ma assicura che attraverso la disciplina, il metodo e la
costanza si possono raggiungere obbiettivi concreti e duraturi: lo Yoga è l’esperienza che più di ogni
altra rappresenta questa funzione e ci introduce in questo percorso. Il pranayama è la scienza del
controllo cosciente del respiro, essendo il controllo è un altro principio saturnino.
Le asanas nella loro concretezza ci pongono fisicamente a confronto con le nostre difficoltà. E’
attraverso il lavoro fisico che gradatamente possiamo prendere coscienza di esse e, con i nostri
tempi, superarle. Superare un blocco non esaurisce la sua funzione nel corpo, ma va ad influire in
meccanismi molto più sottili e dunque riarmonizza l’essere nella sua interezza fisica, psicologica,
emozionale.
Dunque ogni conquista del corpo attraverso la pratica costante rappresenta una trasformazione reale
dell’essere globale nel proprio divenire. Il sentiero dello Yoga è uno stile di vita nuovo in continuo
divenire che si verifica all’interno di noi, ma che si irradia anche all’esterno, nelle nostre azioni,
nell’ambiente che ci circonda.
La trasformazione è un processo prettamente plutoniano e Plutone pone le basi di una rinascita
attraverso la purificazione, che spinge a lasciarsi alle spalle vecchi schemi (l’attaccamento), dove
cambiare significa acconsentire che qualche cosa muoia e diventi qualche cosa di nuovo. Saturno
insegna a riconoscerci nell’essenziale, ci porta a riconoscere i nostri limiti, ma è anche il
superamento. Lo Yoga attua questi programmi attraverso asanas e respiro, portando l’attenzione
sempre più all’interno, dove possiamo trovare tutto ciò di cui abbiamo bisogno e poi, quando il
movimento del corpo ed i pensieri si acquietano ed il nostro essere si abbandona a qualcosa di
infinitamente più grande, troviamo il “non attaccamento”, Nettuno, il fondersi con il tutto. Anche
l’astrologia attraverso transiti e progressioni propone un percorso di rinnovamento e di superamento
che sta a noi attuare.
L’esperienza fisica ci fa comprendere a quale punto siamo arrivati e quale sarà l’obbiettivo
successivo, senza voler “prendere” a tutti i costi, con i nostri tempi e la nostra qualità: le conquiste
richiedono impegno e fatica, le forzature rompono equilibri esistenti.
La società moderna ci ha disabituato alle conquiste graduali, personali, senza competizione.
Successo e benessere hanno indebolito la nostra forza interiore, i veri valori, confondendo avere con
essere. L’era dell’Acquario porta a galla la necessità e la possibilità di cambiamento uraniano, ma
non deve perdere di vista il principio saturnino che essa contiene.
Lo Yoga, come l’astrologia, ci riporta all’essere nella sua verità, nella sua unicità, nell’accettazione
della diversità e del limite. Non c’è competizione, c’è solo comprensione attraverso l’apertura del
cuore ed uno spazio interiore più grande.
Compiere un viaggio interiore, qualunque sia lo strumento che ce lo consente, significa fluire con il
divenire insito nella vita, liberarci da conoscenze erronee che, facendoci credere di essere nel
giusto, fanno commettere azioni sbagliate. Ascoltandoci con attenzione, quando sappiamo di avere
ragione, sentiamo dentro di noi una sensazione di serenità e di pace, nessuna agitazione.
La ricerca ha tre momenti fondamentali:
Tapas, l’azione consapevole attraverso il corpo e il respiro. Senza la pratica fisica l’azione è troppo
mentale, allora l’azione diventa purificazione.
Svadhyaya, la riflessione su se stessi attraverso la lettura di testi sacri (Sutra, Bibbia, Corano) o
anche attraverso la lettura del tema natale o lo studio. Senza la riflessione la pratica fisica è fine a se
stessa.
Isvara-pranidhana, l’apertura è la sintesi e il risultato dei due passaggi precedenti, la qualità
dell’azione, la comprensione e l’abbandono a qualcosa di più grande.
Per questo insieme di ragioni lo Yoga può essere un valido complemento dell’astrologia, troppo
spesso ingabbiata e ristretta in giudizi di buono e cattivo: bisogna andare oltre il giudizio, che è un
limite e non consente il progresso.
L’argomento che più volte ha accomunato queste due discipline è lo studio e le riflessioni sui
CHAKRAS, i sette centri di energia, disposti all’interno della parte centrale del corpo, sette come i
pianeti della tradizione. Attraverso questi vortici vitali l’energia cosmica si trasforma in energia
individuale ed attiva specifiche funzioni sia fisiche che psichiche, proprio come i pianeti all’interno
del tema natale, sette principi che si animano in sette punti. La tentazione di fare associazioni è
dunque grande e giustificata, tuttavia se per certi versi queste attribuzioni possono essere
giustificate, per altre sono discordanti. Nel corso di questa ricerca ho trovato attribuzioni diverse e
spesso arbitrarie. Ad esempio se la funzione di un pianeta può corrispondere a quella di un chakra,
l’elemento o l’organo rappresentato dall’uno è discordante con l’elemento dell’altro.
In questi ultimi anni abbiamo assistito a un rinnovato interesse per questi fulcri di energia, una vera
inflazione. L’attribuire a tutti i costi simbologie, colori e pianeti crea condizionamenti mentali che ci
confondono, allontanandoci da un autentico sentire: è la sperimentazione diretta, naturale, fisica, è
la pratica a farci prendere contatto con queste energie e a farci comprendere di che cosa abbiamo
bisogno.
Lo Yoga ci riporta allo studio di sé. Ci poniamo come osservatori di noi stessi dall’esterno, in pace e
senza giudizio, dall’interno, percependoci nella nostra essenza più vera e siamo al tempo stesso il
soggetto e l’oggetto di osservazione: è attraverso la pratica, l’attenzione continua a noi stessi ed a
tutto ciò che facciamo, che possiamo prendere atto e superare gli ostacoli.
“Yoga non è una religione, ma una tecnica per raggiungere, attraverso la comprensione, una totale
resa all’amore” (Dane Rudhyar).
Anche in astrologia, analizzando il tema natale, compiamo un percorso in cui siamo allo stesso
tempo osservatori e oggetto di indagine, ma il processo attraverso il quale attuiamo la ricerca è
prettamente mentale ed intuitivo. Per questa ragione è molto importante portare calma nella mente e
nel cuore, affinchè le writti del mentale non interferiscano con il nostro lavoro. E’ proprio in questa
direzione che astrologia e Yoga potrebbero portare avanti un percorso comune nel quale essere di
reciproco aiuto e perseguire il loro obbiettivo.
Conoscere il proprio tema natale potrebbe far vivere con maggiore chiarezza le dinamiche del
corpo, indirizzare la pratica per aiutare a sciogliere le tensioni e i punti critici che il tema contiene.
La disciplina Yoga non ha praticamente controindicazioni, è dunque possibile praticarla per la
maggior parte delle persone. Vi sono tuttavia individui per cui essa potrebbe rappresentare una vera
terapia, ancor più valida in quanto lo Yoga consente di assumersi in prima persona questa
responsabilità.
L’astrologo, attraverso le dinamiche del tema natale, individua le difficoltà e i blocchi energetici. Un
Saturno forte o dissonante ai pianeti personali parla di insicurezze, blocco, rigidità e chiusura. Sarà
dunque importante imparare a lasciarsi andare, ad ammorbidirsi attraverso una maggiore apertura
che porta fiducia. L’azione dell’asanas, la presa di coscienza a livello fisico delle proprie difficoltà, è
un primo importante passo verso il superamento e la pratica potrà venire indirizzata in questo senso.
Allo stesso modo una problematica plutoniana potrebbe portare scompensi energetici, istintualità,
violenza e volontà di potere, che chiedono un’azione di catarsi e di purificazione per attuare quella
trasformazione consapevole che il pianeta richiede e per non consentire all’energia del pianeta di
agire da sola.
Nettuno forte o dissonante chiede di riconoscere i propri limiti, ricerca un metodo e una disciplina
che da solo egli non riesce a strutturare. Questa presa di coscienza rappresenta il percorso Yoga che
porterà maggiore attenzione sul corpo e cercherà, attraverso la pratica, di portare enfasi su asanas
che attivino concretezza e stabilità.
La pratica dello Yoga dovrebbe essere una buona consuetudine per tutti coloro che operano nel
campo astrologico professionale. Interpretare un tema natale è una responsabilità mai
sufficientemente sottolineata, richiede chiarezza di mente e una situazione di serenità che non
sempre abbiamo. Quando non siamo nella giusta attitudine interiore rischiamo di trasferire la nostra
disarmonia nella consultazione e sarebbe dunque utile vivere un momento di pausa prima di
accostarsi alla consultazione. Invece, riportando l’attenzione al corpo e conseguentemente all’interno
con una piccola pratica, una meditazione, un krya, creiamo un distacco tra il vissuto personale di
una giornata magari pesante e il momento dell’interpretazione. E’ un momento di raccoglimento in
cui operiamo una piccola purificazione interiore, rivediamo le nostre intenzioni e possiamo
predisporci a una comprensione più corretta. La pratica dello Yoga porta a una graduale apertura del
cuore che consente di entrare in empatia con l’altra persona in modo autentico.
Concludo con una bellissima frase di Rudyar, tratta da “L’Astrologia centrata sulla persona”: ” La
consegna sincera dei frutti dell’azione sull’altare dove dimora la Divina Presenza della totalità
dell’universo non è certo un modo facile o passivo di vivere.”
Testi di Danila Biglino 2001 © – Tutti i diritti riservati

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