17 gennaio, 2018

I Misteri Isiaci

N.B.: Non si è mai appreso gran che sui livelli elevati dell’iniziazione ai Misteri. Difatti, i postulanti si impegnavano a custodire il segreto sull’insegnamento esoterico che ricevevano durante le cerimonie. La testimonianza di Apuleio, nel libro XI delle Metamorfosi, è il più prezioso documento sui Misteri di tutta la letteratura antica, che è qui riportato.

Introduzione: l’epoca ellenistica e l’impero romano

Nei periodi più amtichi in Grecia, c’era una visione negativa e pessimistica delle origini dell’uomo e della sua vita, che veniva decisa dal Destino. La morte non portava a niente, poiché conduceva ad una post-esistenza limitata ed umiliante nelle tenebre sotterranee dell’Ade. Il bene compiuto sulla terra non era ricompensato, ed il male non era punito, salvo per le offese agli Dei. L’epoca ellenistica, dal III al I secolo a.C., portò dei grandi cambiamenti in questa visione. Tutto (le nuove filosofie, le loro innovazioni, le religioni ellenistiche vere e proprie) aveva come fine ultimo la salvezza dell’individuo. I Misteri si svilupparono attorno a divinità famose per avere affrontato e e vinto la morte. Più vicine dell’uomo, si interessavano del suo cammino spirituale e gli assicuravano la salvezza. Si ritrovano così Dioniso, Iside, Osiride, Cibele, Attis, Mithra, in un sincretismo greco-orientale.

Sistro

Sistro, simbolo della dea Iside, ritrovato a Pompei

I Misteri Isiaci

N.B.: Non si è mai appreso gran che sui livelli elevati dell’iniziazione ai Misteri. Difatti, i postulanti si impegnavano a custodire il segreto sull’insegnamento esoterico che ricevevano durante le cerimonie. La testimonianza di Apuleio, nel libro XI delle Metamorfosi, è il più prezioso documento sui Misteri di tutta la letteratura antica, che è qui riportato.

Introduzione: l’epoca ellenistica e l’impero romano

Nei periodi più amtichi in Grecia, c’era una visione negativa e pessimistica delle origini dell’uomo e della sua vita, che veniva decisa dal Destino. La morte non portava a niente, poiché conduceva ad una post-esistenza limitata ed umiliante nelle tenebre sotterranee dell’Ade. Il bene compiuto sulla terra non era ricompensato, ed il male non era punito, salvo per le offese agli Dei. L’epoca ellenistica, dal III al I secolo a.C., portò dei grandi cambiamenti in questa visione. Tutto (le nuove filosofie, le loro innovazioni, le religioni ellenistiche vere e proprie) aveva come fine ultimo la salvezza dell’individuo. I Misteri si svilupparono attorno a divinità famose per avere affrontato e e vinto la morte. Più vicine dell’uomo, si interessavano del suo cammino spirituale e gli assicuravano la salvezza. Si ritrovano così Dioniso, Iside, Osiride, Cibele, Attis, Mithra, in un sincretismo greco-orientale.

Sistro, simbolo della dea Iside, ritrovato a Pompei

La promessa della salvezza, in primo luogo individuale, costituì la novità e la principale caratteristica delle religioni ellenistiche, che tentavano di esorcizzare la fatalità del Destino. Ll’esistenza degli individui, infatti, come la durata delle città e degli stati, erano non solo influenzate ma determinate dalle stelle. Numerosi testi legati ai Misteri o all’ermetismo assicuravano che gli iniziati non erano più prigionieri del Destino. Ad eccezione del dionisismo, tutti i Misteri sono di origine orientale: frigia (Cibele e Attis), egiziana (Iside e Osiride), fenicia (Adone), iraniana (Mithra). Al momento dell’iniziazione, il neofita partecipava ritualmente ad una dramma liturgico articolato intorno alla morte e alla risurrezione della divinità, così come a quella del neofita stesso. Le cerimonie di carattere iniziatico riscoprono alcune usanze arcaiche e rivalutarono un certp numero di oggetti rituali desueti.

A partire dal II secolo, i misteri entrarono in concorrenza con le religioni monoteistei. Sotto Teodosio il Grande (379-395), il cristianesimo divenne religione di stato, ed il paganesimo fu definitivamente vietato. Il 396 suona come l’anno della fine “ufficiale” del paganesimo, quando Alarico, re dei Goti, incendiò il santuario di Eleusi.

Iside e I Misteri Egiziani

Iside e I Misteri Egiziani

In rilievo Iside con le corna ed il disco solare della dea Hathor, che regge
nella mano destra un sistro

Nel II secolo, Tolomeo Sôter decise di rafforzare il suo regno con l’aiuto di una divinità ritenuta suprema sia dagli egiziani che dai greci. Serapide fu innalzato al livello di gran dio della nazione. Furono il sacerdote egiziano Manetone ed il greco Timoteo (iniziato a parecchi Misteri) a stabilire la struttura del culto di Serapide, così come dei Misteri di Iside e di Osiride.
Osiride, in quanto unico dio egiziano ad essere morto e risorto, assimilato a Re nel Nuovo Regno, aveva una popolarità eccezionale. Certi rituali segreti osiriaci, compiuti nei tempi, facevano riferimento alla vita futura. I Misteri di Iside comportavano feste pubbliche, un culto quotidiano e riti segreti. Le feste di Iside celebravano lo smembramento e la ricostituzione del corpo di Osiride.

Culto di Iside, pittura parietale dall'Herculaneum a Pompei

Culto di Iside, pittura parietale dall’Herculaneum a Pompei

 

L’iniziato subiva un’esperienza di morte e di risurrezione di cui si ignora il contenuto specifico. Scendeva negli Inferi nei quali attraversava i quattro elementi cosmici; vedeva un sole radioso splendere in piena notte; si avvicinava agli Dei,  li contemplava e li adorava da vicino. Il miste finiva per identificarsi con Osiride-Ra: era l’essere umano ad essere divinizzato, non l’anima nella sua condizione post-mortem. L’iniziazione si concludeva il terzo giorno con un banchetto rituale. Erano possibili altri due livelli di iniziazione, di cui non si sa nulla. La discesa negli Inferi del miste e la sua ascensione sono aspetti specificamente greci.

Iside che allatta il figlio Horus (tardo periodo)

Iside che allatta il figlio Horus (tardo periodo)

Il culto di Iside in epoca greco-romana richiedeva giornalmente diverse cerimonie. All’alba il sacerdote entrava nel tempio dall’ingresso posteriore e apriva la porta principale. I tendaggi venivano tesi durante il passaggio del sacerdote, per velare la cella interna. Poi la porta del santuario veniva aperta sulla strada, dove i credenti si erano accalcati, seduti davanti al tempio. I tendaggi venivano tirati e ciò mostrava la forma della Divinità allo sguardo di coloro che erano giunti per pregare: ringraziavano la Dea e scuotevano in suo onore il sistro, lo strumento musicale usato in tutti i culti egizi. Successivamente tornavano a sedersi, in preghiera e meditazione. Un’ora dopo alba, la messa terminava con un’invocazione al sole nascente.

Testa romana di marmo raffigurante Iside, ritrovata a Pompei

Testa romana di marmo raffigurante Iside, ritrovata a Pompei

Una seconda messa aveva luogo alle due di pomeriggio: l’adorazione dell’acqua sacra. Il sacerdote e i suoi accoliti compivano il rito entro il muro di cinta del tempio. Il sacerdote innalzava il vaso con l’acqua sacra, prelevata dal Nilo, verso il suo volto mentre i suoi assistenti scuotevano i sistri. Accanto alle messe giornaliere, i sacerdoti celebravano alcune feste pubbliche. La più importante era l’Isidis navigium in onore di Iside, Patrona dei marinai, che si svolgeva il 5 Marzo, quando la navigazione veniva ripresa dopo l’inverno. La seconda festa isiaca si teneva dal 13 al 16 Novembre, per ricordare la ricerca del corpo di Osiride compiuta da Iside.

Statua marmorea di Iside che regge nella mano destra un Ankh, e nella sinistra un sitro

Statua marmorea di Iside che regge nella mano destra un Ankh, e nella sinistra un sitro

 

Per approfondimenti, vi consigliamo la seguente serie di letture:
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