17 gennaio, 2018

Con il Solstizio d’Inverno si celebra l’inizio di un nuovo ciclo, il
compimento di una trasformazione che era stata avviata con l’ingresso del
disco solare nella Caverna Cosmica sei mesi prima. Il Solstizio d’Inverno
segna l’inizio dell’anno, la rinascita del Sol Invicto. E’ la porta degli
Dei.
La lama dei tarocchi che meglio identifica questo momento di uscita nella
luce è Il Bagatto. Essa simboleggia la vera essenza dell’uomo la cui
missione è conseguire l’unione fra spirito e materia. Il Bagatto ha già
davanti a sè tutti i simboli del potere materiale: i denari che indicano la
soddisfazione dei bisogni più elementari; la coppa che indica il superfluo,
l’amore, gli agi; la spada simbolo di un certo potere economico. Con la mano
sinistra sostiene una bacchetta magica che indica il cielo e rappresenta un
certo grado di conoscenza acquisita. L’alternarsi dei colori azzurro e rosso
dei suoi vestiti rappresenta l’equilibrio degli opposti; e questo
personaggio intraprende l’Opera alchemica lavorando con i 3 principi e i 4
elementi (i tre piedi e i quattro angoli del tavolo) grazie ai quali si
mantiene permanentemente all’erta. Il Bagatto vive l’oggi come il primo e
l’ultimo giorno della creazione unendo la sua Opera a quella del creatore.
Il senso più alto della carta è dato dal suo numero, che indica il motore
immobile, il Principio di tutte le cose, anche se il suo cappello a forma di
otto allungato simboleggia il movimento continuo.
Partendo dalla materia, il Bagatto ci rammenta che tutto si deve svolgere in
essa e con essa. Ci rammenta che, nel linguaggio alchemico, ogni uomo è un
metallo che portato alla sua perfezione metallica viene chiamato oro. E che
l’uomo, l’essere più completo della creazione, possiede in potenza questa
perfezione, che ha dimenticato a causa della caduta. Però l’iniziato,
restaurando in sè l’Adamo Primordiale (l’Adam Kadmon microcosmico) riesce a
impiantare lo stato di grazia. Inoltre rinnovando completamente le sue
energie vitali, rende possibile il raggiungimento di realizzazioni
spirituali e materiali, come i saggi, artisti e filosofi di un tempo, che
vivificavano nel loro interiore il solve et coagula alchemico.
Il numero del Bagatto è l’uno, la sua lettera l’Aleph. Uscendo dalla Caverna
Cosmica, con il Solstizio d’inverno, perciò, si passa da Ain a Kether, dal
nulla all’unità. Dall’unità, la Monade, proviene la serie dei nove numeri
naturali, con l’aggiunta dello zero, e da essi la moltitudine numerica,
capace di numerare tutto il numerabile. Associato al punto geometrico, l’uno
aritmetico è anche l’origine e il destino di tutti, dato che tutti da lui
provengono e a lui tornano, giacchè i numeri indefiniti, nonostante la loro
illusoria moltiplicazione, ritornano sempre all’uno a terminare il loro
ciclo.
L’unità vede riflessa se stessa nel binario; e a partire da questa prima
polarizzazione, tutto ciò che si esprime nell’ordine sensibile è sessuato
nei suoi principi: maschio e femmina, vita e morte, luce e tenebre, cielo e
terra, spirito e materia. Il punto si polarizza, dando origine alla linea
retta. Però, perchè due cose si oppongano, deve esserci qualcosa di comune
in entrambe, perché è quello che unisce i contrari e li complementa. Il
maschio e la femmina si uniscono nel figlio, il cielo e la terra nell’uomo,
lo spirito e la materia, appunto, nell’anima intermedia.

Tags: , ,

Related Article

0 Comments

Leave a Comment